Ricerche pedagogiche, Ottobre - Dicembre 2011
Di Anna Ranon

Un volume interessante per insegnanti, educatori, bibliotecari e, perché no, anche per i genitori. Per tutti coloro, cioè, che si rendono conto dell’importanza dell’apprendimento della lettura e, soprattutto, del piacere di leggere che, sviluppatosi durante l’infanzia, accompagna l’essere umano per tutto l’arco delta vita. Perché il saper leggere è ciò che permette di interpretare, rendendoci consapevoli, il mondo che ci circonda. E, proprio per l’importanza di questa azione (leggere, infatti, significa saper conoscere il mondo), studiosi di letteratura per l’infanzia, pedagogisti e autori per l’infanzia hanno aderito a questo volume, nato dalle conferenze del Corso di Perfezionamento I pomeriggi letterari dei bambini. Tu scrivi, io leggo!’: il piacere di leggere con gli autori, del corso di Laurea di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. Il volume, diviso in tre parti, prende in esame l’importanza che assume, fin dalla prima infanzia, la relazione che si instaura con il libro. Ed ecco la fondamentale funzione svolta, in questo primo momento, da genitori, in primis, ma anche dagli educatori dei nidi che hanno l’obbligo morale di avvicinare i piccoli all’amico-libro. Nella prima parte del volume, intitolata Didattica: teoria e pratica, viene evidenziato come il leggere sia uno strumento fondamentale di autoeducazione, soprattutto della mente (Bruno Rossi e Walter Rinaldi) e come nel nostro mondo plurisfaccettato e in cui si è bombardati da informazioni di ogni genere, sia necessario sapere leggere bene per “difendersi” dai molteplici messaggi da cui si è subissati. La capacità di interpretare e di discernere è ciò che differenzia colui che è educato da chi non lo è (Bruno Rossi), Circa il mondo dell’infanzia vero e proprio, la riflessione di Laura Vanni rimarca come nell’Ottocento i libri destinati ai giovani fossero dei piccoli galatei, in cui venivano fornite alcune informazioni sul buon comportamento da tenere nelle varie circostanze della vita. Erano volumi di “formazione integrale dell’individuo” (p. 35). C’era la volontà di far apprendere quelle che erano le regole per intrattenere buoni rapporti con gli altri. E poi messo in evidenza (Enzo Catarsi) come la lettura ad alta voce, da parte di un adulto, di fiabe, racconti, libri per bambini sia fondamentale fin dalla più tenera età (dal punto dì vista pedagogico, psicologico, affettivo) per entrare nella “giostra” del piacere di leggere. Infatti, il piacere alla lettura è qualcosa a cui bisogna essere educati. Anche il contributo di Franco Trequadrini ribadisce l’importanza assunta dalla lettura ad atta voce: attraverso di essa il piccolo penetra nel vivo della pagina scritta, immedesimandosi con i personaggi all’interno del racconto. Un libro ha, dunque, il compito precipuo di trasmettere il piacere per la lettura. Ancora su questo aspetto, Angelo Nobile e Rita Valentino Merletti mettono in evidenza il fatto che questa pratica sia necessaria per lo svilupparsi di un buon rapporto con lo strumento libro e di una relazione affettiva molto profonda tra l’adulto narrante e il piccolo uditore, rassicurato dalla presenza di una persona cara. Un esercizio fondamentale, quello della lettura ad alta voce, che non deve essere dimenticato a scuola: in questo modo, i ragazzi vengono abituati a scegliere, in maniera sempre più autonoma, delle buone letture. Quelle, cioè, che spingono a conoscere il mondo, attraverso i viaggi virtuali che ci permettono di compiere, ponendoci in relazione con altri esseri, diversi da noi (cfr. il contributo di Caterina Gatti su Emanuela Nava, pp. 309-329). Roberta Cardarello insiste su quanto sia decisivo che i bambini vengano a contatto, quanto prima, con lo strumento libro. Solo così, il difficile cammino verso l’acquisizione del saper leggere porterà buoni frutti. Importantissime sono anche le illustrazioni presenti nei libri per i piccoli; tramite esse i bambini riescono a figurarsi una loro storia, parallela e corrispondente a quella che ascoltano. E tutto ciò è un aiuto nell’apprendimento del leggere, un avvicinamento, cioè, alla simbolizzazione. In tutto questo l’adulto assume un ruolo fondamentale, in quanto fa da mediatore tra il testo e l’ascoltatore (bambino). E inoltre importante, rinforza Bonn, che il bambino immagini, costruendolo nella sua mente, ciò che nella realtà non esiste. Non poteva, in queste trattazioni, essere dimenticata la fiaba, lettura destinata, secondo il senso comune, solo ai piccoli. Essa, infatti, aiuta il bambino a vedere la realtà attraverso i simboli, a guardarsi dentro, a convivere con le proprie emozioni, a volte anche negative. Si ribadisce, ancora, quanto il ruolo dell’adulto sia fondamentale: esso c’è per narrare al bambino e per rassicurarlo. Il contributo di Alessandra Anichini tratta di quelle che sono le potenzialità della LIM (lavagna interattiva multimediale) nel raccontare le storie ai bambini, I piccoli, infatti, non sono più ascoltatori passivi, ma contribuiscono all’andamento di ciò che ascoltano e vedono, finendo per “creare” la loro storia. Infine, la prima parte del volume si conclude con le riflessioni di Chiara Lepri che ci ricorda come ci sia un nesso tra la letteratura per l’infanzia e il gioco linguistico, a cominciare da Lewis Carroll per arrivare fino a Gianni Rodari o Piumini: la lettura è fondamentale anche nell’apprendimento del linguaggio verbale. La seconda parte — Nel congegno narrativo della letteratura infantile si apre con il contributo dì Emy Beseghi, che traccia le figure di monelli presenti nella letteratura infantile (Tom Sawyer, Gian Burrasca, Pinocchio, Pippi Calzelunghe ecc.). Nonostante siano dei monelli, sono delle figure positive, perché mostrano la loro forza nell’essere qualche cosa di diverso e, soprattutto, nel percorrere un loro personale cammino di crescita, attraverso mille peripezie. Pippi, ad esempio, nel suo essere eterna bambina è, comunque, un’anticonformista che progetta e realizza un mondo tutto suo, migliore di quello che vorrebbero per lei gli adulti. Il contributo di Gianna Marrone prende in esame alcuni classici del Novecento; partendo da Pinocchio e dal suo essere un bambino anticonvenzionale, ricorda innanzitutto Vamba, ma precisa come le cose cambino dal secondo dopoguerra e dagli anni Sessanta in particolare, con Calvino e Rodari, con i quali inizia un nuovo modo di scrivere per l’infanzia. Passa poi in rassegna gli autori contemporanei, tra cui Bianca Pitzorno, Roberto Piumini, Stefano Bordiglioni, Silvia Roncaglia, Ermanno Detti. Tutti scrittori che si distinguono per aver creato delle figure diverse rispetto a quelle tradizionali. Nel suo intervento, Carla Poesio parla di “trasgressione positiva” (p. 208) come di ciò che spinge a opporsi e ribellarsi a quelle che sono regole, leggi, divieti ingiusti o mode insignificanti portando l’esempio di alcuni protagonisti di libri per ragazzi. E questo significa diventare grandi dimostrando che, con impegno e fatica, è possibile migliorare il mondo in cui si vive. Degna di nota l’affermazione di Anna Lavatelli, nel cui saggio si legge che “la letteratura ci aiuta a vivere coltivando interesse e compassione (nel senso latino della parola) per le vicissitudini dell’essere umano, aumenta il valore della nostra stessa vita, la riempie di cose belle che nessun rovescio della sorte potrà mai strapparci via” (p. 219). Infine, questa seconda parte si chiude con un intervento a quattro mani di Domenico Bartolini e Riccardo Pontegobbi, sull’editoria per ragazzi, sulle collane e sulle serie che spesso si trovano nella letteratura giovanile (basti pensare a Harry Potter e a Geronimo Stilton). Si può dire che gli editori, anziché guardare alla qualità del prodotto, guardino a quanto esso frutterà, anche attraverso gadgets, prodotti televisivi e giochi vari. Ma si può e si deve educare alla lettura e alla formazione di un buon gusto letterario. Poi, nella terza e ultima parte — La voce degli autori — alcuni scrittori (Anna Lavatelli, Loredana Frescura, Francesco D’Adamo) cd un illustratore (Roberto Innocenti) sono stati invitati a “raccontare” il lavoro di elaborazione e di costruzione che sta alla base delle loro opere: queste, lungi dall’essere un prodotto dell’innata ispirazione dell’artista, sono, al contrario, il risultato di una lunga e attenta preparazione, mescolata, ovviamente, ad una buona capacità di “accattivare” il lettore attraverso il loro essere narratori. Da questa breve ricognizione, dunque, emerge come il volume si regga sull’idea che il sa- per leggere sia alla base di una buona qualità della vita. Leggere ci “protegge”, aiutandoci a creare un solido senso critico rispetto ai messaggi che ogni giorno ci bombardano; ci aiuta a conoscere, perché consente di viaggiare, anche solo virtualmente; permette di prenderci il nostro tempo da dedicare a noi stessi o alle persone care, aiutandoli a formarsi al piacere del leggere, un momento fondamentale nel nostro percorso educativo.

 

Il Pepe Verde, Luglio-Settembre 2010, Paola Parlato

Sempre più forti si levano voci di allarme sul pericolo di un tramonto della lettura, che rischia di essere superata da più vivaci e attuali strumenti di comunicazione culturale. E quest’allarme fa bene alla lettura, stimola riflessioni, approfondimenti, confronti, ripensamenti.
Il libro Attraversare boschi narrativi Tra didattica e formazione, curato da Flavia Bacchetti, è un prezioso manuale per addetti ai lavori e non, che offre uno sguardo ampio, un discorso sul libro a livelli diversi, propone una riflessione sul ruolo della lettura, non solo nel più generale universo della comunicazione e della cultura, ma soprattutto nelle sue implicazioni psicopedagogiche. La consapevolezza dell’importanza che ha nella società contemporanea il possesso di codici espressivi e comunicativi diversi, il riconoscimento della centralità della lettura nell’esperienza formativa, la ormai condivisa necessità di un’esposizione precoce al leggere nelle sue diverse forme, pongono sempre più la lettura al centro di una pluralità di soggetti, di competenze, di percorsi. Un approccio
olistico al problema dell’educazione alla lettura coinvolge la famiglia, il nido, la scuola e tutte le figure che hanno il compito di fare del leggere — prima ancora che un’esperienza di formazione e di crescita culturale — un percorso di scoperta, di gioco, di piacere. Leggere ha in questa ottica una pluralità di significati: ascoltare, narrare, apprendere il linguaggio delle immagini, decodificare i segni e i significati, comprendere e imparare ad amare i testi.
Tutto questo non è un processo naturale, richiede da parte degli educatori, una forte capacità di motivare e approfondite conoscenze e competenze. E proprio agli educatori — con un’attenzione particolare agli operatori della scuola — che il libro si rivolge, passando dal piano della riflessione e degli approfondimenti teorici a quello delle metodologie e degli strumenti didattici. Attraversare boschi narrativi raccoglie molteplici contributi di studiosi, di educatori e di autori, la maggior parte dei quali sono stati oggetto di conferenze all’interno del corso di Perfezionamento “I pomeriggi letterari dei bambini. ‘Tu scrivi, io leggo!’: il piacere di leggere con gli autori”, promossi dalla cattedra di Letteratura per l’infanzia della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. I contributi sono di: Flavia Bacchetti, Bruno Rossi, Walter Rinaldi, Laura Vanni, Enzo Catarsi, Roberta Cardarello, Angelo Nobili, Rita Valentino Merletti, Paolo Bonn, Alessandra Anichini, Chiara Lepri, Emy Beseghi, Franco Trequadrini, Gianna Marrone, Carla Poesio, Anna Lavatelli, Riccardo Pontegobbi, Domenico Bartolini, Loredana Frescura, Francesco D’Adamo, Roberto Innocenti, Caterina Gatti.
Il volume si articola in tre parti. La prima parte “Didattica: teoria e pratica” propone un’analisi che parte dagli aspetti teorici della didattica della lettura fino ad affrontare questioni metodologiche e tecniche. La seconda, “Nel congegno narrativo della letteratura infantile” entra nello specifico dei linguaggi, dei contenuti, dei modelli, dell’evoluzione della produzione narrativa, dai classici al panorama editoriale attuale. Nella terza parte, “La voce degli autori”, e questo è uno degli aspetti più interessanti dell’impostazione del libro, si completa la composizione “corale” del discorso con il punto di vista di scrittori e illustratori per ragazzi. Il libro è corredato in tutte le sue parti da dettagliati riferimenti bibliografici.