Filmtv, gennaio 2010
Il digitale non esiste, di Giona A. Nazzaro
Firma tra le più aperte e rigorose di “Filmcritica”, Lorenzo Esposito, già autore di Carpenter Romero Cronenberg. Discorso sulla cosa (Editori riuniti, 2004), uno dei pochissimi saggi politici e filosofici sul cinema horror prodotti in Italia (e non solo), con Il digitale non esiste. Verità e menzogna dell'immagine affronta lo snodo del cinema cosiddetto “digitale”. Diviso in venti capitoli e 336 affondi critici e teorici strutturati come altrettante domande, riflessioni, esortazioni a ripensare lo sguardo e invettive polemiche, Il digitale non esiste (magnifico libro!), nella sua struttura formale volutamente inattuale, tesa fra l'oracolare e l'aforisma, riflette strategicamente proprio quella dispersione del principio d'individualizzazione e di realtà che è alla base dell'attuale percezione digitalizzata del reale. Esposito, convinto che «si guarda sempre ciò che manca al guardare», si pone domande, esorta e afferma che «l'immagine non è mai ciò che si vede». Chi spera, dunque, in un percorso tecnico a base di software e specialismi settoriali, legga altro. Chi vuole volare alto, invece, si troverà di fronte ragionamenti serrati e aspri, illuminanti e problematici. D'altronde: «La critica non ha niente a che fare con l'immagine» e «il cinema contemporaneo è postumo». Come dire che il digitale non esiste è la lettura migliore per prepararsi a vivere Avatar.