Quale geografia è possibile tracciare per situare ciò che è fuori luogo e fuori posto? E quale luogo può essere chiamato casa quando si è soggetti senza dimora? Di fronte all´inadeguatezza della geografia nazionale ad ospitare delle identità non contenibili nelle proprie frontiere, si profila una cartografia singolare – una corpografia – che concepisce il corpo come territorio, come mappa su cui è inscritta la memoria individuale e di genere, in una precisa congiuntura storica e in un particolare luogo. Corpografie femminili segue dei tracciati oltre i confini nazionali per sconfinare in quelli della scrittura femminile contemporanea nelle voci di tre autrici scozzesi: Liz Lochhead, Janice Galloway e Jackie Kay. Dalla poetica/politica ‘revisionista´ dei miti e delle figurazioni femminili canoniche di Liz Lochhead, alla scrittura ‘liquida´ di Janice Galloway e alla genealogia del desiderio tratteggiata nella poetica di Jackie Kay, segni di indocilità e indomabilità suggeriscono l´idea della letteratura femminile scozzese come il luogo in cui si riversa, indomita, la parte abietta, mostruosa, rimossa dell´identità e della cultura nazionali. Un´idea che risuona con la familiare e consolidata interpretazione della letteratura scozzese come quella letteratura del sublime, del dissonante, dell´eccesso, tenuta ai margini, ma serbata nel cuore, della letteratura ‘inglese´.