Le visioni, un’ottica visionaria del mondo, caratterizzanti modi d’una osservazione, fisica e mentale, della realtà segnarono i confini del Medioevo. Apparizioni straordinarie, prodigi visivi, messaggi giunti nel sogno dal regno dei morti, ammonizioni divine o minacce infernali, illuminazioni dell’intelletto, intuizioni del futuro integravano il comune punto di vista delle cose. In questi nove saggi strettamente collegati, Carolly Erickson traccia l’immagine visionaria che composero i paesaggi naturali e spirituali del Medioevo, e questo attraverso il serrato intreccio di cronache, biografie, opere storiche e opere teologiche. Soprattutto attento al dodicesimo, tredicesimo e quattordicesimo secolo, il libro indaga il credo religioso, le condizioni del clero, la terra, la propietà, l’eresia, la condizione della donna, l’illegalità, il ruolo del re e l’onnipresenza del mondo soprannaturale; ricostruendo così un’unità che nasce da testimonianze scelte per indicare le differenti percezioni, le differenti reazioni dei colti e degli illetterati. Raccogliere da un capo all’altro questi accenti dell’immaginazione visionaria del Medioevo diventa un’occasione di confronto per scoprire i nessi e gli stacchi tra la percezione dell’età di mezzo e quella dei nostri giorni; una chiave questa che aiuta la nostra comprensione della società e del pensiero medievali, e ne rinnova il significato ancora attuale.