C´è nelle tavole parolibere futuriste il primo innegabile segno di una distruzione in atto: la distruzione della sintassi, dell´ordine consueto della scrittura, dei contenuti di coscienza, ma la creazione è già tutto questo con le figure, i suoni, i colori, le superfici tattili; "l´arte tipografica rimasta per secoli allo stato elementare con le sole virtù di armonia simmetrica equilibrio serietà monastica della pagina che doveva idealmente somigliare a un tempietto o a un monumentino o ad una cappella boschiva o alla porta di una cattedrale fu rivoluzionata per la prima volta dalle tavole parolibere". L´universo della pagina tipografica, infatti, ha suggellato una volta per tutte la struttura mentale del letterato, di modo che la negazione radicale operata dal Futurismo è sufficiente a spiegare la "miscredenza" diffusa circa la stessa possibilità dell´immediato intervento del poeta sulla materia, che invece questi testi realizzano.