Repubblica, 7 agosto 2010
Attacchi di panico, ecco come difendersi. Max Pezzali è un testimone eccellente, di Paolo De Luca
TERRORE, paura, apprensione. Un' improvvisa respirazione accelerata, capogiri, gambe rigide. Dura solo pochi minuti una crisi d' attacco di panico, mediamente cinque. Abbastanza per ogni paziente, da definirla come "un mostro che s' impossessa del proprio corpo. Un blocco che non ti porta alla morte, ma te la fa sentire". Paola Vinciguerra, nella sua trentennale esperienza di psicoterapeuta, ha elaborato un vero e proprio dossier sul Dap (disturbo da attacco di panico), insieme alla giornalista e inviato del tg Sky Tonia Cartolano. Un saggio scientifico accessibile a tutti, su questo imprevedibile campanello d' allarme lanciato dal nostro corpo, per avvertire che qualcosa non va, e non dal punto di vista fisico. Diverse sono le concause, da predisposizioni genetiche, a problematiche mediche (come per il caso dell' anidride carbonica: spesso chi ne è troppo intollerante, prova maggiore faticae disagio nel respirare in luoghi chiusi). Ma, soprattutto, sono choc e traumi del passato ad influenzare patologicamente il nostro presente. Attraverso le testimonianze dirette di vari pazienti riportate nel testo, come quella di Max Pezzali che ne firma pre e postfazione, ci si addentra nel labirintico mondo dei disturbi da attacchi di panico, laddove l' ansia figura tra i principali agenti induttori. Un' ansia che genera paure non razionali, verso vere e proprie fobie. Da lì, la reazione fisica di fuga, o protezione, in un impeto confuso, che impedisce di organizzare correttamente pensiero e azione. La statistica conferma che i casi Dap sono destinati a crescere. Secondo i recenti studi dell' associazione Eurodap, di cui la Vinciguerra è presidente, almeno il 33% degli italiani rischia d' incorrere in un disturbo psichico nell' arco della vita.
La Repubblica.it, 17 marzo 2010
SALUTE: 8 MILIONI DI ITALIANI CON ATTACCHI DI PANICO
Ansia, tachicardia, respiro mozzato, incapacita' di fare le cose piu' semplici, dal guidare al fare la spesa. Sono otto milioni gli italiani che soffrono di attacchi di panico, in pratica un italiano su sette. Un esercito silenzioso che spesso non trova la forza di confidarsi e farsi curare. Della malattia, in netto aumento tra gli uomini, parla il libro 'Gli attacchi di panico. Clinica, ricerca e terapia', della psicologa Paola Vinciguerra .
IGN –Italy Global Nation –Portale di informazione del gruppo Adnkronos, 17 marzo 2010
Salute: 8 mln di italiani vittime di attacchi panico, in aumento fra uomini
Tachicardia e dolore al petto, sudorazione improvvisa e brividi, senso di soffocamento, fame d'aria, nausea e sbandamento, insieme alla paura di impazzire o la sensazione di una tragedia incombente. Questo "mentre si è alla guida, al cinema, al supermercato, o in ascensore, come sanno bene gli otto milioni di italiani che soffrono di attacchi di panico". Lo spiega Paola Vinciguerra, psicologa e psicoterapeuta presidente dell'Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico), che insieme alla giornalista Tonia Cartolano ha presentato ieri sera a Roma il libro 'Gli attacchi di panico. Clinica, ricerca e terapia' (Liguori Editore).
"E' un problema in aumento che, più diffuso fra le donne, oggi sta crescendo anche tra gli uomini, soprattutto professionisti e manager. E secondo l'Organizzazione mondiale della sanità - aggiunge la Vinciguerra - entro il 2020 sarà la patologia più diffusa al mondo, dopo i disturbi cardiovascolari". Per restare vittima di un attacco di panico non è necessario correre un pericolo reale.
Può capitare di trovarsi in un ascensore troppo piccolo, "fermo tra un piano e l'altro, stretto fra mia moglie e una diabolica signora che continuava a fumarmi in faccia", come racconta nel libro Gianluigi Lenzi, neurologo della Sapienza di Roma e 'ascensorofobico'. Oppure essere sul palco dell'Ariston per il Festival di Sanremo e sentir partire le sequenze musicali di un altro artista, come ha ricordato ieri il cantante Max Pezzali, che ha curato la presentazione del libro. Pezzali ha raccontato la storia di sua moglie, afflitta per anni da attacchi di panico e ora guarita, sottolineando il fatto che ancora oggi ci si vergogna di ammettere di soffrirne.
"Oltre tutto i sintomi sono tanti e diversi, e non sempre il problema si individua subito - spiega la Vinciguerra - La paura e la vergogna di avere qualcosa di strano non ci permettono di chiedere aiuto. Ma poi, secondo uno studio recente, si è visto che quando si rompe il silenzio non è detto che la soluzione arrivi subito". Una persona sofferente contatta anche 10 specialisti prima di arrivare a una diagnosi, e solo una su quattro, aggiunge la psicoterapeuta, riceve il trattamento di cui ha bisogno. Così si evitano i luoghi o le situazioni 'a rischio' attacco, e la vita finisce per essere stravolta.
Nel libro si affronta il problema dal punto di vista teorico, ma anche pratico, con una panoramica sulle soluzioni concrete per prevenire e curare il panico. Un capitolo è dedicato alle fobie, da quella di volare, ai ragni, ai luoghi chiusi. Inoltre si parla di ansia, con particolare attenzione alle forme più diffuse fra i giovani: l'ansia da prestazione e quella da esame. Due problemi che, pur vissuti come invalidanti, difficilmente vengono sottoposte a uno specialista. "Avere in casa una persona con attacchi di panico può voler dire rinunciare al cinema, al ristorante o all'aereo", ricorda la Vinciguerra, che ha dedicato una parte del volume al ruolo della famiglia. Raccogliendo le testimonianze dei pazienti guariti.
Il libro è rivolto a tutti, malati ma anche familiari, operatori, medici, per aiutare a conoscere e riconoscere un disagio che sta esplodendo nel nostro tessuto sociale. Informazioni per abbattere il muro di vergogna e paura che ancora oggi, evidenzia la specialista, impedisce a molti di chiedere aiuto.
AGI Salute,17 marzo 2010.
Ansia, tachicardia, respiro mozzato, l'incapacità di fare le cose più semplici, dal guidare al fare la spesa. Sono otto milioni gli italiani che soffrono di attacchi di panico, in pratica un italiano su sette. Un esercito silenzioso e sofferente che spesso non trova la forza di confidarsi, di farsi aiutare da un esperto, di curarsi. Di una malattia spesso taciuta, e che colpisce le donne quanto gli uomini (tra i quali è in netto aumento, persino tra i manager) parla il libro 'Gli attacchi di panico. Clinica, ricerca e terapia' (Liguori editore) scritto dalla psicologa Paola Vinciguerra, presidente dell'EURODAP (Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico) e direttore del Centro U.I.A.P. (Unita' italiana attacchi di panico) insieme alla giornalista di Sky Tonia Cartolano. Il disturbo si manifesta generalmente tra i 15 e i 35 anni, con una seconda punta d'insorgenza tra i 44 e i 55; diffuso in misura maggiore nella popolazione femminile, e' in aumento tra gli uomini, soprattutto professionisti e manager. Un male dei nostri tempi: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ricorda la psicologa, entro il 2020 sarà la seconda patologia più diffusa al mondo dopo i disturbi cardiovascolari. Eppure il disturbo da attacchi di panico (DAP) e' ancora visto con pregiudizio, quando non con vera e propria ignoranza anche da parte della classe medica: un malato in media arriva a contattare anche dieci specialisti prima di riuscire ad avere una diagnosi, e solo una persona su quattro riceve il trattamento di cui ha bisogno. Non a caso un capitolo del libro è dedicato alle fobie partendo dai racconti di chi ne ha realmente sofferto così da permettere al lettore di capire e riconoscere questo tipo di disturbo. Inoltre è stata trattata l'ansia, con particolare attenzione ai due fenomeni che maggiormente affliggono i giovani: l'ansia da prestazione e quella da esame. Per entrambe spesso non si riesce a trovare un adeguato interlocutore neanche tra i pari e, seppur vissute come invalidanti, difficilmente vengono sottoposte a uno specialista. Un capitolo del volume non poteva non essere dedicato a chi quotidianamente, con amore e apprensione, divide la propria vita con un malato di DAP: la famiglia. "Avere in casa una persona sofferente di attacchi di panico - spiega la Vinciguerra - può voler dire non potersi recare mai al cinema insieme, o al ristorante, talvolta non si possono fare vacanze, o prendere l'aereo, a volte neanche imboccare un'autostrada. E vicino a queste persone, talvolta proprio più amate perché più fragili, fondamentale dovrà essere l'apporto discreto ma costante dei familiari. Spingere ad affrontare, ma mai costringere; e poi lavorare insieme, perchè il DAP e' una malattia che va curata con la collaborazione di più attori". A introdurre il libro, la testimonianza diretta del cantante Max Pezzali, la cui moglie Martina ha sofferto per anni di questo disturbo. Liberarsi del panico, scrive Pezzali, "e' un percorso lungo e complesso. Ora però Martina ha ricominciato ad andare al supermercato, ad accompagnare la figlia a scuola. È ritornata alla guida. Alla guida della sua vita".
ASCA, 17 marzo 2010.
SALUTE: ATTACCHI DI PANICO PER 8 MLN ITALIANI, IN AUMENTO TRA UOMINI
Una vera e propria malattia che condiziona e inibisce molte delle semplici attivita' della vita. In due parole: attacchi di panico. Ne soffrono 8 milioni di italiani e il disturbo si manifesta generalmente tra i 15 e i 35 anni, con una seconda punta d'insorgenza tra i 44 ed i 55 anni.
Il Dap (disturbo da attacco di panico), diffuso in misura maggiore nella popolazione femminile, e' in aumento tra gli uomini, soprattutto professionisti e manager e, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanita', entro il 2020 sara' la seconda patologia piu' diffusa al mondo dopo i disturbi cardiovascolari. I dati arrivano da Paola Vinciguerra, psicologa e psicoterapeuta presidente dell'Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e Direttore del Centro Uiap (Unita' italiana attacchi di panico) che ha presentato ieri sera a Roma il libro ''Gli attacchi di panico. Clinica, ricerca e terapia'' (Liguori Editore).
''Parlarne, comunicare sensazioni e timori, confrontarsi ed aprirsi agli altri e al mondo - spiega Vinciguerra - e' il primo passo verso la liberazione dal macigno che incombe su chi soffre di attacchi di panico''. ''Conoscere ed identificare il disagio che sta esplodendo nel nostro tessuto sociale - aggiunge la psicoterapeuta - identificandone i motivi, che risiedono nell'incertezza che ormai avvolge la famiglia, il lavoro e la politica, togliendoci ogni punto di riferimento e ogni stabilita', puo' essere utile per evitare che si generi un'ansia che puo' diventare collettiva. Abbiamo bisogno d'informazioni per poter abbattere il senso di vergogna e la paura che attanaglia chi soffre di D.A.P. Per fare cio' - conclude Vinciguerra - abbiamo pensato d'introdurre le testimonianze di chi e' guarito o di coloro che sono sulla strada giusta per farlo''.
Leggo online, 17 marzo 2010
ATTACCHI DI PANICO, 8 MLN DI ITALIANI NE SOFFRONO
Tachicardia e dolore al petto, sudorazione improvvisa e brividi, senso di soffocamento, fame d'aria, nausea e sbandamento, insieme alla paura di impazzire o la sensazione di una tragedia incombente. Questo «mentre si è alla guida, al cinema, al supermercato, o in ascensore, come sanno bene gli otto milioni di italiani che soffrono di attacchi di panico». Lo spiega Paola Vinciguerra, psicologa e psicoterapeuta presidente dell'Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico), che insieme alla giornalista Tonia Cartolano ha presentato ieri sera a Roma il libro 'Gli attacchi di panico. Clinica, ricerca e terapià (Liguori Editore). «È un problema in aumento che, più diffuso fra le donne, oggi sta crescendo anche tra gli uomini, soprattutto professionisti e manager. E secondo l'Organizzazione mondiale della sanità - aggiunge la Vinciguerra - entro il 2020 sarà la patologia più diffusa al mondo, dopo i disturbi cardiovascolari». Per restare vittima di un attacco di panico non è necessario correre un pericolo reale. Può capitare di trovarsi in un ascensore troppo piccolo, «fermo tra un piano e l'altro, stretto fra mia moglie e una diabolica signora che continuava a fumarmi in faccia», come racconta nel libro Gianluigi Lenzi, neurologo della Sapienza di Roma e 'ascensorofobicò. Oppure essere sul palco dell'Ariston per il Festival di Sanremo e sentir partire le sequenze musicali di un altro artista, come ha ricordato ieri il cantante Max Pezzali, che ha curato la presentazione del libro. Pezzali ha raccontato la storia di sua moglie, afflitta per anni da attacchi di panico e ora guarita, sottolineando il fatto che ancora oggi ci si vergogna di ammettere di soffrirne. «Oltre tutto i sintomi sono tanti e diversi, e non sempre il problema si individua subito - spiega la Vinciguerra - La paura e la vergogna di avere qualcosa di strano non ci permettono di chiedere aiuto. Ma poi, secondo uno studio recente, si è visto che quando si rompe il silenzio non è detto che la soluzione arrivi subito». Una persona sofferente contatta anche 10 specialisti prima di arrivare a una diagnosi, e solo una su quattro, aggiunge la psicoterapeuta, riceve il trattamento di cui ha bisogno. Così si evitano i luoghi o le situazioni 'a rischiò attacco, e la vita finisce per essere stravolta. Nel libro si affronta il problema dal punto di vista teorico, ma anche pratico, con una panoramica sulle soluzioni concrete per prevenire e curare il panico. Un capitolo è dedicato alle fobie, da quella di volare, ai ragni, ai luoghi chiusi. Inoltre si parla di ansia, con particolare attenzione alle forme più diffuse fra i giovani: l'ansia da prestazione e quella da esame. Due problemi che, pur vissuti come invalidanti, difficilmente vengono sottoposte a uno specialista. «Avere in casa una persona con attacchi di panico può voler dire rinunciare al cinema, al ristorante o all'aereo», ricorda la Vinciguerra, che ha dedicato una parte del volume al ruolo della famiglia. Raccogliendo le testimonianze dei pazienti guariti. Il libro è rivolto a tutti, malati ma anche familiari, operatori, medici, per aiutare a conoscere e riconoscere un disagio che sta esplodendo nel nostro tessuto sociale. Informazioni per abbattere il muro di vergogna e paura che ancora oggi, evidenzia la specialista, impedisce a molti di chiedere aiuto.
QUANDO IL PANICO DIVENTA MUSICA All'improvviso il vuoto, la fame d'aria, la tachicardia, le gambe come congelate, incapaci di muoversi. Martina Marinucci, biondissima moglie del noto cantante Max Pezzali, ha sofferto per anni di attacchi di panico, come ha raccontato ieri alla presentazione del libro 'Gli attacchi di panico. Clinica, ricerca e terapià (Liguori Editore), scritto dalla psicoterapeuta Paola Vinciguerra. Ora la Marinucci è guarita, e ha deciso di tradurre in musica la sua esperienza insieme a Luca Tomassini, in arte Jontom. Il singolo d'esordio dei Readme.txt (nome ispirato ai file di testo contenuti all'interno degli archivi e directory) - 'Respirò - descrive con trasporto le sensazioni vissute durante gli attacchi di panico e sostiene ufficialmente l'associazione Eurodap, che ha finalità di promuovere la diffusione della conoscenza di questo disturbo.'Respirò, scritto dalla Marinucci, vuole contribuire a «far conoscere l'associazione e permettere a tutti di poter trovare una soluzione a questo problema». Il video è ambientato in un luogo chiuso durante un concerto, per trasmettere un'idea di ansia ed inquietudine, l'incapacità delle persone di relazionarsi in maniera serena […]